È Natale. Di nuovo la festa di luci che torna. Addobbi luminosi per le strade, babbi natale che si arrampicano sui balconi, rosso che impera, oro e argento tutt’intorno. Fiocchi, abeti, decorazioni. E qualcosa in più. La voglia di recuperare il senso vero di un regalo. La voglia di sostituire il verbo “devo” con “voglio”. La voglia di capire che il più bel regalo sta nel donare una parte di noi, del nostro tempo, del nostro cuore, agli altri. Che i regali non siano obblighi sociali. Che diventino davvero occasione d’affetto, d’incontro. Che siano semplici, originali, nel senso di rappresentare davvero il nostro sentimento, e non comprati in batteria. Quelli sono i regali più sterili. Che siano regali frutto del nostro impegno, di una ricerca fatta con divertimento e passione, magari anche della nostra manualità o di una nostra originale idea. Un regalo fatto di tempo, il tempo per realizzarlo, cercarlo, confezionarlo. Ancor più prezioso. Il regalo migliore è quello che, mentre lo facciamo, mentre lo scegliamo tra tanti cercando di azzeccare il gusto del destinatario, ci fa anche sentire davvero bene. È un’esperienza doppia. Deve far bene a chi lo riceve e a noi che lo facciamo. Un dono ha sempre due facce, quella di chi dà e quella di chi riceve. E bisogna che queste in qualche modo coincidano. Così è tutto più bello. E mentre si cammina per la città, mentre ci stupiamo un po’ di tutta quella festa di luci e addobbi, magari ricordare che il vero regalo è la spontaneità con cui si fanno le cose. Vi auguro un Natale sereno, gioioso, da passare con le persone care e anche un po’ con se stessi, magari leggendo un buon libro o facendo compagnia ad una persona che non vedevamo da tempo. Che i regali siano “vivi”, che migliorino davvero la giornata di chi li riceve… |